Modelli Isa ritoccabili. In parte
di Andrea Bongi
Il modello Isa precompilato può essere modificato. Ma solo in parte: non lo sono, ad esempio, tutte le informazioni che riguardano serie storiche di dati o medie di alcune variabili dichiarate dal contribuente nei sette periodi d’imposta precedenti. In presenza di dati errati nel modello, il contribuente potrà intervenire per correggerli, rimuovendo la conseguente anomalia, soltanto quando tali dati siano modificabili. Nel caso contrario dovrà indicare nel quadro annotazioni del modello gli errori riscontrati ma non potrà agire in alcun modo per evitare l’entrata in campo dell’indicatore di anomalia (che finirà per abbassare il suo punteggio medio e magari precludere l’accesso al regime premiale). Sono alcuni dei chiarimenti offerti ieri dall’Agenzia delle entrate nel corso della videoconferenza sui nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale organizzata presso la sede del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili a Roma. Nell’occasione sono stati formulati anche alcuni quesiti dalle sedi regionali, ai quali i funzionari di Sose e dell’Agenzia hanno fornito risposta. L’uscita di una circolare esplicativa è stata annunciata come prossima. Molto probabilmente, però. ha sottolineato Paolo Valerio Barbantini, vicedirettore delle Entrate e capo divisione contribuenti, non basterà e saranno necessari ulteriori interventi di prassi amministrativa per fornire tutte le indicazioni utili per la comprensione del nuovo strumento di compliance. Nel frattempo, tenuto conto delle numerose segnalazioni di anomalie e malfunzionamenti che pervengono dal territorio sarebbe utile riconoscere, per il primo anno di applicazione, la natura meramente facoltativa della compilazione dei modelli Isa, hanno affermato i consiglieri nazionali dei commercialisti delegati alla fiscalità, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal.
Fra gli altri chiarimenti forniti da segnalare anche le ragioni giustificative delle difformità riscontrate dai contribuenti fra i dati reddituali indicati nell’Isa precompilato e quelli reali. I redditi del modello precompilato, ha spiegato infatti Danilo Ballanti, responsabile Isa di Sose, sono stati «normalizzati» depurandoli da variabili di natura prettamente fiscale quali l’iper ed il super ammortamento o dalla non rilevanza delle rimanenze iniziali e finali per i soggetti in regime semplificato a partire dal periodo d’imposta 2017. Si tratta di differenze sempre a favore del contribuente e che non devono essere in alcun fonte di preoccupazione.
Anche l’anno di inizio di attività è stato oggetto di molteplici richieste di chiarimento. Spesso tale dato fa emergere un’anomalia nel calcolo del punteggio sintetico per effetto delle differenze fra quanto dichiarato dal contribuente e quanto risulta dall’anagrafe tributaria. Si tratta di anomalie che possono essere rimosse, ha spiegato ancora Ballanti, ma è evidente che se il contribuente ritiene di dover correggere il dato presente nel modello precompilato in relazione all’anno di inizio della sua attività, dovrà anche giustificare la correzione stesso nel quadro note aggiuntive del suo Isa.
Molte le richieste di chiarimenti in relazione alle problematiche delle società immobiliari che spesso si trovano invischiate anche nella normativa antielusiva sulle società di comodo o in perdita sistemica. In molte situazioni per queste realtà risulta impossibile raggiungere il punteggio sintetico di affidabilità di 9 che consente l’accesso alla specifica esimente premiale, a causa del peso dell’Imu e delle altre imposte afferenti gli immobili che determinano la discesa in campo dell’indicatore «incidenza dei costi residuali di gestione». Su tale ultimo aspetto è stato chiarito che trattasi di una anomalia che può essere rimossa solo correggendo i dati rilevati come anomali e che la dichiarazione di ulteriori componenti positivi non potrà in alcun modo migliorare il punteggio dei singoli indicatori. Nelle versioni evolute dei modelli Isa delle società immobiliari si cercherà di intervenire per sterilizzare quanto più possibile l’incidenza dell’Imu e delle altre imposte indirette sul calcolo di tali indicatori di anomalia.
Correzioni e sterilizzazioni in vista, ma solo per il futuro, anche per altre anomalie nel funzionamento degli indicatori quali, ad esempio, il peso dei minimi tariffari e delle prestazioni fornite in convenzione che influenzano i calcoli dei modelli Isa dei liberi professionisti. Chiarita anche la possibilità di un adeguamento parziale rispetto ai livelli proposti dal responso degli Isa, e la non esclusione dal nuovo strumento di compliance per le cooperative di consumo a mutualità prevalente.
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